gianni stampa story

ce116f8ab9ca7870e67536e1240e2bfb.jpgGianni Stampa, all’anagrafe Giovanni Picchi, nasce a Livorno il 26 marzo 1941. Ancora giovanissimo si dedica all’arte, non dimenticando l’altra sua passione per il calcio, gioca come portiere, debuttando in una commedia dal titolo ” Il ragno di Berlino ” scritta e diretta da un cugino materno Pietro Giusti (20 maggio 1955). Mario Fenzi, un comico livornese, gli offre di presentare uno spettacolo a Rosignano Marittimo. Un esordio poco felice. Così decide di continuare a studiare e giocare al calcio. Dopo alcuni mesi Beppe Orlandi, l’inventore del teatro vernacolare livornese, lo porta con sè, come attore di spalla, nelle sue scenette in spettacolo estivi. E nella stagione invernale debutta nella commedia ” La paura fà 90″ nella parte di Marino, figlio della popolana (1956). Per volere del padre, dopo  un allontanamento dalle scuole ( scontro, e non verbale, con una professoressa) si iscrive alla scuola alberghiera. Primo anno a Senigallia, poi decide di fare due anni in uno e và a Rimini, hotel Palace, dove ottiene il diploma. Nell’estate effettua la stagione alberghiera al Beau Rivage di Riccione, dove conosce Fred Buscaglione, che gli permette di esibirsi. Era il periodo della canzone Porfirio Rubirosa. Si esibisce in un locale riccionese ( dancing Savioli ), vestito da spagnolo, interpretando proprio la canzone di Chiosso-Buscaglione. I riccionesi non conoscendolo lo iniziano a chiamare Porfirio. Al termine dell’estate spera in qualche cenno di Buscaglione. Niente. Così decide di tornare a Livorno. Mario Fenzi e Sergio Galli, altro comico livornese, gli offrono di fare loro l’attore di spalla e presentare in spettacoli di varietà. Al compimento dei 18 anni, forse insosdiffatto parte per Milano per cercare altre esperienze. Nel capoluogo lombardo stavano nascendo i primi “wischy a gogò”. Locali per trascorrere una serata assistendo a spettacoli di varietà. Ed in questi locali lo troviamo come imitatore. Un impresario gli propone di lavorare in sale da ballo con intermezzi di spettacolo. Così si esibisce al Mille bolle blu, alla Lanterna Verde ed alla sala della Birra Peroni. Prima che inizi l’estate decide di andare a Roma.  Milleluci, Fascination e Brodway, sono i locali dove si esibisce con successo, poi, nella stagione  estiva  si esibisce in feste in piazza nell’hinterland romano.  Marino, Ostia, Monte Sacro, Trullo e molti altri. Alla fine dell’estate torna a Livorno e trova una chiamata del direttore di Radio Firenze, Amerigo Gomez, che gli propone un provino. Gomez e il dirigente Rai, Alfonso Ciuti, che restano ottimamente impressionati. Dopo alcuni giorni (1960), però, lo chiama Aichè Nanà, ricordate il famoso spogliarello al Rugantino di Roma?, per la sua compagnia di avanspettacolo e decide di partire. Stagione invernale ed estiva. Per tre anni resta nell’avanspettecolo come presentatore, imitatore ed attore di spalla. Lascia il teatro per una chiamata di Onelio Barbati, direttore dell’Erpic, una delle agenzie tetrali più importanti italiane. Barbati gli cambierà il nome d’arte in Gianni Stampa ). Nella lista dei presentatori dell’Agenzia solo 5 nomi … Bongiorno, Corrado, Piombi, Baudo e Stampa. Inizia a far serate in tutta Italia, accanto a nomi come Mina, Vanoni, Ranieri, Noschese, Zanicchi, Modugno ( 1971, durante la tournè il Mimmo nazionale  scrisse la canzone “Come stai? che poi portò a Sanremo con Carmen Villani ), New Trolls, , Berti, Mal, Nomadi, Ricchi e Poveri, For Kents, Pooh, tanto per citarne alcuni. Presenta Festival di canzoni, sfilate di moda, di acconciature maschili e femminili, consorsi letterari e canori. Viene chiamato per un provino televisivo a Milano. Purtroppo è solo e non ha… amici influenti e torna a casa deluso. Si rituffa nello sport. Frequenta un corso per  allenatori (novembre 1967) ed allena squadre di settore giovanile ed una squadra di calcio femminile, per 1 punto non vince il campionato di serie B. Lascia il calcio femminile, vi ritornerà 5 anni dopo, con il Livorno, che vincerà il campionato di serie B e giocherà la finale di coppa Italia, per ritornare al settore giovanile. In questo periodo si riaccende la fiamma del teatro. Torna a far serate come cabarettista, con testi suoi. La stagione estiva (1971) lo vede protagoniosta, lungo la costa tirrenica. Organizza e presenta un festival di canzoni inedite ” il Cantamare “. Canzoni che saranno cantate nel tour estivo da cantanti dilettanti, percedentemente scelti. Poi compie un passo importante si sposa ( 1972), diventar padre di Andrea, ed entrerà in ospedale, infermiere di sala operatoria. Tra una serata d cabaret e l’altra viene interpellato per prendere parte ad uno spettacolo televisivo, che andrà in onda su Rai1, dal titolo “No Stop”. Sembra tutto fatto; ma al momento di firmare il contratto si trona a parlar di… amici e conoscenti. Ringrazia e torna a Livorno alla sua famiglia, all’ospedale ed ai suoi spettacoli. Ritorna al suo primo amore, il vernacolo. Con Mario Fenzi ed Armando Nocchi forma il Trio comico livornese e poco dopo formano una nuova compagnia di vernacolo. In scena ” La paura fa 90″, di Orlandi-Razzaguta, ma questa volta decide di recitare in gonnella, nella parte della  “Baciocca” (1975). L’anno dopo in “La ‘appella misteriosa” di Armando Nocchi debutta nella parte della popolana. Lo troviamo poi in una commedia di Gino Lena, “Lo sfratto”, ancora nella parte della Baciocca. Non si ferma al teatro vernacolare. In “Gente di mare” di Beppe Pegolotti lo troviamo nella parte di un giornalista con parlata bolognese. In ” Livorno città aperta” del Pappa, nelle vesti di un avvocato con parlata napoletana. In ” La ragazza del piano di sopra” di Piero Gambacciani, dove collabora nel testo  e nella regia, nella parte di un “magnaccia” con parlata siciliana. Televisioni private ( Tvl,Telecentro 1 e 2, Eurocentro con Video Pisa e Reteamica, e TeleVip) e radio, Radio flash e Radio G,  iniziano a cercarlo e dove lo ritroviamo come attore, teleradiocronista di partite di calcio ed opinionista sportivo. E per essere in … regola si scrive all’albo dei giornalisti. Armando Nocchi lo spinge a scrivere commedie in vernacolo. Nella prima, di Armandi Nocchi, La ‘appella misteriosa, dove collabora ai testi, e Merli Passere e beccafii (1984) poi da solo scrive” Piazza XX settembre e dintorni” e  Le sorelle Mater…Rossi ( quest’ultime in coppia con il suo amico, e non solo teatrale, Rinaldo Dainelli, di recente scomparso, nella parte della “vecchia”) e molte scenette in vernacolo. In queste commedie recita come popolana. Diventando autore nasce anche una nuova compagnia tetatrale ( Gli “amici del vernacolo” prima e la “Barcaccia” dopo ), dove agisce anche da regista. Con la compagnia e le sue commedia ha girato l’intera Toscana, dal mare ai monti. Ha scritto (1980) un libro dal titolo ” Gli errori di Stampa” un trittico, una prima parte dedicata buonumore, una parte dedicata alla poesia ed un’altra dedicata ad una storia d’amore. Nel luglio del 1987 organizza,  come direttore artistico, e presentatore, il festival ” Una canzone per lo sport” per il G.S. Ardenza di Livorno. Da tutta Italia le canzoni, che parlano di sport, arrivano al vaglio della giuria. Per la stessa serata istituisce, per la prima volta per la città di Livorno, un premio dedicato agli sportivi che nell’annata si sono distinti, “I Leoni dello Sport”. Da ricordare che il leone è l’embleme del rione. Da Mattei a Bruni a Manetti, calcio, Bonaccorsi e Fantozzi, basket, Gaetaniello ed Innocenti, rugby,Bergamo, Ceccarini e Campanile, arbitri internazionali,  per finire ai giornalisti come Bacci, Benedetti e Saltini. Questi solo alcuni dei personaggi che calcarono la pedana dell’Arena Ardenza. 3 serate dove il pubblico, molti, pur di assistere, restano in piedi, decreta un vero successo della manifestazione. Continua ancora a  giarare la Toscana con la sua compagnai di vernacolo. Purtroppo nell’estate del ’99 deve abbandonare per motivi di salute. Per non aver rimorsi ed, eventuali, ripensamenti, regala tutto, vestiario, parrucche e copioni, liberandoli dai diritti uscendo dalla Siae, al teatro Metello di Livorno. Le sue commedie si possono ancora oggi vedere grazie ai Cd. I manifesti teatrali non riportano più il suo nome; ma ha continuato nell’altro suo grande amore, il calcio. Continua a fare l’allenatore. Teatro e sport hanno sempre avuto molte affinità. Nella vita come in teatro si recita e si diventa ora primi attori, ora comparse. L’importante è sapere sempre chi… sei e quello che puoi… fare. Mamma Franca, noto personaggio televisivo per il mondo delle pellicce, aveva ragione quando diceva…

Gli improvvisi rovinano la piazza

gianni stampa storyultima modifica: 2008-05-08T14:45:00+02:00da giannista1
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