con un pò di sentimento

PENSIERO

Se guardare è peccato, io sono un diavolo.
Se lo sguardo è una freccia, io sono un arco.
Così ho raccolto te,
Guadando in giro senza meta,
la bocca asciutta,
due piedi trascinati verso chi?
Poi te ……bianca,
volteggiante come una farfalla,
forte come una roccia,
libera come una libellula, incosciente, pazza, stalactite umana,
rosso di fuoco, vipera, terremoto umano,
pensieri che se né vanno,
caduti nel vuoto,
memorie vacillanti,
svanire nel nulla,
voragini umane
vagiti, sospiri.
Sono fermo, mi volto, uno specchio,
Mi guardo e arrossisco, sono nudo.
Dietro due occhi grigi mi guardano, ma continuo a non capire.

 
SOGNO

Stasera che sera,
aspettarti col fuoco che vive già,
la musica riempie le mura di te.
Un profumo di bosco c’è già
aria libera, canto libero, corsa libera,
due gambe che corrono
col vento nei capelli.
Sorridi e mi tendi le braccia,
due labbra si schiudono per dire
ti amo, ti amo, son tua.
Un volo d’uccelli,
due nubi s’incontrano,
due lampi, due scoppi,
mi sveglio di salto,
il fuoco si è spento,
il silenzio è con me
e tu non ci sei.
Rimane un sogno ed una poesia,
Questo di te.

….MAI  INDIETRO

Scarpe grosse, chiodate, calpestano l’erba
incuranti delle sofferenze altrui.
Un passo greve, metallico, assordante…
Ora sono sul selciato… Silenzio !!!
Sono lontani, incuranti di chi resta,
Volenti o nolenti… ma non si voltano indietro,
continuano la loro strada… Avanti !!!
Guai voltarsi! … Sarebbe la fine.
La fien di un sogno, incominciato là,
In un posto che non è un posto
e vissuto su un prato che non è un prato.
Solo il ricordo rimane, quello di …
Mai voltarsi indietro!!!!!!!
 

DESIDERIO

Se sfioro la tua pelle, il desiderio, fa del tuo seno
morbide cupole, con cuspidi di duro corallo.
Io fremo e mi sento come colui che guarda
la distesa del mare in un giorno di caldo,
sapendo di affogare, se in esso si immergerà.

IL DOPO

Bacia la tua pelle e succhia la vita dal suo grembo.
Saziati della sua bellezza e godi i fremiti del piacere,
ma non guardare i suoi occhi, per evitare l’inganno,
versa cera nelle tue orecchie, per non ascoltare
le menzogne delle sue labbra, buone solo per i baci.

…COME AL MERCATO

Quando pensavo da una donna
vedevo te.
Quando cercavo una donna
vedevo te.
Ora che ti ho incontrato là,
in mezzo alla folla in città,
dove gli occhi e le facce
son tutte eguali… come al mercato,
non ho il coraggio di dirti niente,
perchè non crederesti a ciò che ti dirò,
banalità, cose eguali, che diciamo,
tanto per fare carità.
Rimango col mio pensiero
e ti lascio scappare là, dove gli occhi e le facce
son tutte eguali… come al mercato.

SCIPPO

Alba e tramonto
Non hanno un senso d’amore.
La vita più greve,
Il capello s’imbianca,
Il corpo si stanca.
Un ufficio postale,
Un fila di gente
Con gli occhi fissi nel niente,
Una mano s’allunga,
30 denari sin pochi, sin tanti.
Il sole ritorna, un rombo di moto,
Note d’asfalto, note di pianto,
Una mano s’allunga,
30 denari strappati, son tanti.
Il sole sparisce, un rombo di moto,
Note di pianto note di morte,
Cade un giornale, torna il sorriso,
Tutto si scorda, rutto svanisce.
Grazie ministro, anche per oggi
Lo scippo è stato consumato

ROSA

Sei rosa,
e come il rosa dona,
tu doni come il rosa.
Non sei rosa come il rosa,
ma rosa cole la rosa,
che sboccia tra il rosa
e non sei altro che una rosa.

A LIVORNO

A Livorno c’è tutto,
mare, campagna e collina,
un po’ d’antio e un po’ di novo
e la gente è tutta lì,
arrogante, guascona, ma ti vuol bene,
ride, piange e ti manda a quel paese.
Il tutto come il ponce.

I  LIVORNESI

Livornesi? … Dico io.
Gente schietta, gente che sa sorridere, gente di mare.
Gente che si si avesse il coraggio si odierebbe,
Per paura di amarla troppo.

 ELEGIA  1

Addio splendido sole
Libero e fresco mare
Brumoso ora è ponente
Ricoprono la spiaggia
Alghe marcite e stinte
Vola il vento, viaggia
Or nel cielo annerito.
Già l’estate è finito
I grigi nuvoloni
Oscurato hanno il sole,
Vanno correndo nel cielo A gonfiarsi sempre più
Nascondendo il desiderio
Nicchiato correndo su e giù,
Inginocchiandosi di fronte al grande sole.

ELEGIA  2

Il ruscello, piccolo, cristallino
cantando scende a valle.
Un fiume, grande, spaventoso,
inonda la grande valle.
Tuoni, lampi, rombo di cannone,
grosse parole, caos di suoni.
Guerra, pioggia,
disamore, distrazione.
Grida di bimbo, grida di vecchio.
I soldati marciano sul selciato,
il grano calpestato, il viso emaciato.
Fame, stupore, miseria, ipocrisia.
Mani grandi, mani scarne,
la bocca si tende verso la fonte,
Acqua chiara, acqua fresca.
Silenzio, squallore, tutto tace,
Sul ramo secco, abbandonato,
Una colomba, dea della pace.

SENSAZIONE

Quando traspare il sole
tra i rami secchi d’autunno,
quando cade la pioggia
tra i solchi arati del campo,
quando volano due piedi
tra i granelli di sabbia,
solo allora potrai dire …
qualcosa stà cambiando.
Una mano avvicina l’altra mano …
La guerra è finita

SFOGO

Chi nel silenzio del deserto piange l’amor perduto?
Chi annega la sua anima nel dolore e nel rimpianto?
Compagno mio! Svelati al tuo fratello di tormento
Che insieme a te desidera l’abbraccio di una donna lontana

 CIPRIA  DI  SOLE

Quando il mare innalzerà i flutti,
quando il cielo chiamerà le nubi,
sul mondo un grande pianto scenderà
    Tu piccola dietro la grande quercia
Tante morbidi efelidi sul viso,
vaga speranza, punte di raggi di sole,
rimaste lì nel viso annerito.
Torna la quiete del sorriso nuovo,
spighe dorate di sole sul viso,
schianto di nuovo.
    Tu grande davanti alla piccola quercia.

NIHIL EST

E’ già notte
in mezzo al ciel la luna,
già si alza il vento,
è una notte per gli amanti,
è una notte per i briganti.
Un uomo solo và,
corre verso il mare,
un uomo corre
con la disperazione
urlando verso il mare,
verso la redenzione,
un uomo nel gridare,
nel buio della notte,
colei che l’ha scacciato,
un uomo ha rovinato,
una donna vuol richiamar,
è pazzo di dolore,
corre, corre senza dove.
Ogni rumore tace
è un silenzio di tomba,
il mare si richiude,
la vita ricomincia,
ma non per lui,
che un donna non capì.
E’ già l’alba,
in fondo al ciel la luna,
già si calma il vento
è una notte di rimpianti,
un singhiozzo nel ciel,
una donna corre verso il mar,
una donna corre
con la disperazione,
chiamando verso il mare,
verso la redenzione,

un nome nel disperare
si ode nell’alba
di colui che non è più,
un uomo che ha distrutto,
un uomo vuol richiamare,
è pazza di dolore,
corre, corre verso il mare.
Ogni rumore tace,
è un silenzio di tomba,
il mare si richiude,
la vita ricomincia,
ma non per chi,
un dì l’amore non capì.

LIVORNO

Non fai a tempo a vedè l’urtimo aereo
che eccola lì.
la vedi subito, col suo grande fuoco,
in alto, che ti saluta.
C’entri dentro e sembra grande,
che ti soffochi,
un po’ giovane, un po’ vecchia.
Ecco il dilemma,
gli dai del tu o del lei?
Ma se la vedi da Montinero sembra un’altra,
piatta, raccolta, umile, intimorita.
E’ qui che ti accorgi quanto grande sia
Come il tuo cane, prima festoso,
poi piccolo, appiattito … ai tuoi piedi.

IL LIBECCIO

Il libeccio l’hanno inventato i livornesi.
Eccolo lì, viene dal mare,
altero, spavaldo e quasi birichino.
Ti passa vicino, ma non è freddo.
Ti ride in faccia, ma non ti offende.
Ti passa accanto, sembra che non ti guardi,
ma ti porta via il cappello,
t’arrabbi, lo guardi … e lui niente,
passa e fischia.
Il libeccio l’hanno inventato i livornesi!

TELA   LI’

Tela lì .. Diceva l’amico emiliano,
venuto a farti visita, o Livorno.
Sorniona, silenziosa,
con tanta aria sammastrosa
da farti scoppiare i polmoni.
Tela lì … diceva l’amico emiliano,
Ritornando a casa, o Livorno.
Con una mano sugli occhi
per celare le lacrime cadenti.

DICEVA  LUI*

Livornesi? … diceva Lui
“ Ponciaioli, ribottai, letioni,
ma pronti a impegnassi le mutande
per corre’ al letto dell’amio malato”
E a te forestiero  … ti par poo?!!!

* Lui ( Beppe Orlandi )

 

RITROVARSI

Ritrovarsi ogni volta
e scoprire cose nuove,
occhi nuovi,
labbra nuove.
Ritrovarsi ogni volta
e trovare in te
quello che non cercato
in ogni dove.
Avere, possedere, godere,
ma poi il senso del vuoto,
di non aver avuto nulla.
Io sgomento di aver avuto tutto
e non potermi poi raccontare
le gioie di momenti pieni,
assaporati fino all’ultima goccia.
Adesso, che tu mi hai raccolto,
come un vagabondo senza meta
di ritrovarmi e godere di te,
di quei momenti, di quei sapori
che sanno solo d’amore.
Le gocce diventan torrenti,
i sospiri diventan colpi di vento,
e pensare che il tempo
vorrei fermare,
affinchè il piacere diventi infinito.
Fino al punto
di annullarmi dentro di te.
Un corpo, due corpi,
due amori, un amore,
due cose, una cosa soltanto.

Io niente,
di fronte a te.
E mentre chiudo gli occhi,
al calar della notte,
m’addormo tra le tue braccia,
come se fossi parte
del tuo amore.

TU GIOVANE

Tu giovane nasci
ma non conosci il nascer ed il calar del sole.
Tu giovane nasci
e vuoi capire dove sia la normalità e la diversità.
Tu giovane sei
e pensi ad ornar il lobo destro o sinistro.
Tu giovane ami
ma non conosci il suono del pianto del bimbo.
Il vecchio saggio diceva la vita è
seminare e veder crescere il grano.
Il vecchio saggio dice la vita è
vedere l’albero spogliarsi e rivestirsi di colori.
Il vecchio saggio dirà la vita e la mente sono
il giusto alternarsi del grano e dei colori.
L’importante è conoscere e capire,
tu vedi l’erba muovere,
io la sento crescere .

SCOPRI IL COLORE DELL’AMORE

Non è vero che non ho mai pianto,
che non ho perso né sbagliato.
Non è vero che ho deriso e riso
sugli amori del passato.
Questo è ciò che si dice e si fa
per confondere le carte
ed avere sempre in mano la donna di cuori.
L’uomo, dai lontani tempi dell’uomo,
non era uomo se non aveva in mano lei,
la carta vincente, e tu,
come un eterno carnevale
portavi la tua maschera imposta da chi.
Usanze vecchie come l’alba e tramonto.
Poi quando il vento soffia sull’erba
scopre la terra, dolce, friabile e tenera.
Cade la maschera e scopre un viso
che ha perso, sbagliato, pianto.
Gli occhi si trasformano come due stelle d’agosto
e puoi respirare, guardare, gridare
senza cambiare il colore del viso.
Scoprir l’odore del mare,
Ascoltar la musica del vento,
Capisci, intuisci, scopri il colore.
Il colore dell’amore.

QUESTO E’ AMORE?

Il tempo scorre via lento, silenzioso,
come un fiume vecchio ormai nel tempo.
Poi, all’improvviso, un gomito.
Il canto si sveglia e diventa
un rumore assordante, quasi stimolante,
la terra si spezza, laggiù, fino in fondo.
Il salto enorme, fuori conoscenza,
poi un attimo, una pace strana,
Ti guardi intorno, tutto di nuovo,
anche le cose sono eguali, identiche.
Due occhi, una cascata di capelli,
ti guardano, vorresti urlare,
ma la voce rimasta là incastrata,
fra il piacere ed il volere,
svuotato dei tuoi poteri, giaci.
Una domanda ti imponi…
Questo è amore?

SULLA SABBIA UN NOME

Quando le nuvole si rincorrono
lassù nel cielo,
intrecciando disegni d’autore,
come un diabolico gioco d’amore,
tu uomo, impotente, di fronte
ad impressioni umane,
sei schiacciato, svuotato
come meteora nel mondo stellare.
E tu vagante senza meta e senza dove
fin quando, come in un mare,
dove le onde tendono le mani
per poter accarezzare le nuvole,
tu naufrago approdi stanco,
sfinito, svuotato, annullato
su quella striscia di spiaggia.
Ed aprendo gli occhi,
con stanchezza mentale,
inciso sulla sabbia trovi un nome……

ALBERO D’AUTUNNO

Eri come una goccia,
quando l’alba illuminò il tuo viso,
la rugiada lentamente bagnava.
Eri come due gocce,
quando il sole illuminò il tuo viso
la pioggia costante bagnava.
Eri come un immagine,
quando il tramonto illuminò il tuo corpo.
Ed io fermo immobile
con le braccia monche,
con la bocca vuota di parole,
incapace, muto annullato
e l’acqua veloce, bianca, trasparente
si tuffava nel vuoto
con armoniosi riti e suoni.
E’ possibile avere l’acqua
e non aver voglia di bere?
E’ possibile avere l’acqua
e non avere il coraggio di bere?
Io albero d’autunno,
albero secco e nudo
proteso verso la primavera
E non poter raccogliere il fiore?

A TE GRATO?

Amore vuol dire dare.
Conoscere vuol dire amare.
Poi tu, edelwais di monti,
libeccio di mare, vento traditore.
Con un bisturi inciderei le tue carni
per potermi vestire di te,
oppure entrare dentro di te,
come feto naturale.
Respirare di te,
sorridere di te,godere di te.
Ti darei due schiaffi,
quando prima di andartene
ti annulli nello specchio
per cancellare tutto di me.
Poi lo scroscio d’acqua,
addosso a me.
Grigi nuvoloni annebbiano
la mia vita stanca.
Il cielo si spalanca di nuovo,
alberi inanellati di primavera,
sorrisi, aneliti di piacere,
corpi irrigati di sudore,
vergine ammollata d’amore.
Potrò mai dimostrarmi grato per ciò che mi dai?

SENZA TITOLI

Cercare, amare,
ridere, correre,
sorridere, gioire.
Il tutto…
voce del verbo amare.
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Quando cade una stella
illumina un nuovo amore.
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Gli occhi sono lo specchio dell’anima,
ti prego sorridi,
voglio leggere nel tuo cuore.
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con un pò di sentimentoultima modifica: 2008-05-13T19:14:25+02:00da giannista1
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